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Visite Guidate
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La Borsa offre la possibilità di
visite gratuite ai siti culturali della provincia di Salerno:
- Museo Archeologico Nazionale - Paestum
- Parco Archeologico di Paestum
- Museo Narrante del Santuario di Hera Hargiva
alla foce del Sele - Paestum
- Parco Archeologico di Velia
- Museo archeologico di Eboli
- Museo Archeologico di Pontecagnano
- Battistero Paleocristiano di Nocera Superiore
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I Tour Operator,
i relatori i giornalisti, gli ospiti, le scuole e i visitatori,
accompagnati da guide coordinate dalla Soprintendenza Archeologica
di Sa, Bn, Av, dalla Soprintendenza BAPPSAE, potranno conoscere
il territorio salernitano.
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Programma Visite Guidate
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A CURA DELLA SOPRINTENDENZA ARCHEOLOGICA
DI SALERNO - AVELLINO - BENEVENTO
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Museo Archeologico Nazionale
- Paestum
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Il Museo raccoglie impareggiabili
reperti provenienti dalla città e dal territorio di Poseidonia-Paestum:
suppellettili preistoriche, corredi funerari, resti architettonici
e scultorei rinvenuti negli scavi. Di grande interesse sono la
statua fittile seduta di Zeus di meta' VI sec. a.C., il grande
busto fittile femminile, privo di testa, della fine del VI secolo
a.C., le anfore a hydrie in bronzo della metà del VI sec.
a.C.. Straordinarie le lastre dipinte provenienti da alcune delle
oltre 120 tombe finora rinvenute, tra cui la più celebre è la
tomba dipinta del Tuffatore del 480 a.C.. Sculture, iscrizioni
marmoree, oggetti di culto, frammenti di vasi e anfore sono la
testimonianza dell'epoca romana di Paestum.
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Museo Archeologico Nazionale di Pontecagnano “Gli
Etruschi di frontiera” |
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La realizzazione del nuovo Museo Archeologico Nazionale
di Pontecagnano - finanziata dal Ministero per i Beni
e le Attività Culturali
con il contribuito e la partecipazione della Regione Campania e
della locale amministrazione comunale - costituisce la tappa finale
di un ambizioso progetto condotto dalla Soprintendenza per i Beni
Archeologici delle province di Salerno, Avellino e Benevento in
stretta collaborazione con l’Università degli Studi
di Napoli ‘l’Orientale’ e con l’Università degli
Studi di Salerno, e si configura di eccezionale rilevanza nell'ambito
della valorizzazione del patrimonio archeologico nazionale in quanto
raccoglie le testimonianze più significative dell’espansione
etrusca nell’Italia meridionale, restituite da un sito tra
i più importanti della Campania antica e del Mezzogiorno.
La nuova ed ampia sede illustra in maniera rigorosamente scientifica
ma al tempo stesso suggestiva e attraente, attraverso lo sviluppo
di diverse tematiche, i risultati dell’intensa e costante
ricerca avviata nel 1964 nel territorio comunale di Pontecagnano
(SA) in seguito alla scoperta, tra le più rilevanti dell’ultimo
cinquantennio, di un vasto insediamento etrusco, che ebbe caratteristiche
urbane già a partire dall’età arcaica.
L’importanza e la consistenza del sito sono documentate dagli
oltre 8000 ricchissimi corredi funerari che ne attestano la frequentazione
dalla Prima Età del Ferro (fine X - inizi IX sec. a.C.)
all’età romana, quando all’insediamento etrusco-italico
si sovrappone la colonia di Picentia (263 a.C.).Il nucleo principale
dell’esposizione museale è costituito dai corredi
principeschi del periodo Orientalizzante (fine VIII-VII sec.
a.C.), momento di massima fioritura del centro. |
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Museo Archeologico Nazionale di Eboli e della Media Valle del
Sele |
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Il Museo ha sede nel Convento di San Francesco,
fondato nel XIII secolo ed ampiamente rimaneggiato nel XVI.
Prima dell'ultimo conflitto
mondiale era adibito a sede del Municipio, della pretura e
del locale Ginnasio. I bombardamenti della guerra ne determinarono
la parziale distruzione e l'abbandono. Un restauro recente
lo
ha restituito all'uso pubblico e l'intera ala occidentale del
complesso è messa
a disposizione da parte dell'Amministrazione Comunale della Soprintendenza
Archeologica di Salerno, Avellino e Benevento, che ha curato l'allestimento
del Museo Archeologico. Attualmente il Museo raccoglie i reperti,
prevalentemente corredi tombali, provenienti dal centro antico
di Eboli, che per la sua posizione allo sbocco nella piana costiera
di importanti itinerari naturali come la valle fluviale del Tusciano
e la via Ofanto-Sele, rappresenta per l'età antica una frontiera
fra ambiti territoriali che partecipano di culture diverse. Il
percorso espositivo è organizzato secondo un criterio cronologico
teso a presentare le principali fasi della vita ultramillenaria
dell'insediamento: la preistoria, l'età del ferro, il periodo
orientalizzante, il VI e V secolo, e, per il momento, si chiude
con la ricca documentazione del IV sec. a.C. Per la sua natura
di museo comprensoriale esso sarà destinato in un futuro
prossimo a ospitare anche le testimonianze dei territori finitimi
gravitanti sul medio corso del Sele. Ma va sottolineato soprattutto
che questo Museo, nato per raccontare la storia di un comprensorio
antico culturalmente non omogeneo, dovrà alimentarsi e crescere
con i risultati della ricerca sul terreno; per questo l'esposizione,
che ai 'piani superiori è ancora in fase di allestimento,
sarà dialetticamente legata al divenire dell'indagine archeologica
e alla conseguente ricostruzione del paesaggio antico. Nell'atrio è collocata
la base di statua con iscrizione (183 d.C.) nota come Lapide
Eburina, che era stata reimpiegata nel campanile della chiesa
di Santa Maria
ad Intra. Questo testo epigrafico chiarisce che Eburum aveva
lo statuto di Municipium. |
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Museo Narrante del Santuario
di Hera Hargiva alla foce del Sele - Paestum
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Il santuario di Hera Argiva si
trova a circa 8 km da Paestum in prossimità della foce
del Sele. La struttura espositiva propone le diverse chiavi di
lettura del santuario, un sito archeologico che presenta pochi
elementi visibili. E', tuttavia, un posto mitico da molti punti
di vista: il mito della sua fondazione da parte di Giasone: il
culto di Hera durato secoli e' ancora oggi riconoscibile nella
trasposizione religiosa nel culto della Madonna del Granato di
Capaccio; l'avventura eroica ed appassionante dei primi scavi
fino alle piu' recenti ricerche; l'importanza dei reperti, l'importanza
delle metope arcaiche fino alle migliaia di ceramiche e di statuette
votive ritrovate. I racconti si snodano attraverso filmati, ricostruzioni
tridimensionali, video-installazioni, effetti sonori e pannelli
illustrativi che accompagnano il visitatore lungo il percorso
di visita.
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Parco Archeologico di
Velia
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Velia, antica Elea, fu fondata
intorno al 540 a.C. da coloni Focei partiti dall'Asia Minore
per sottrarsi all'esercito di Ciro. Qui nacquero Parmenide e
Zenone e con essi la scuola eleatica, riferimento nella cultura
filosofica dell'antichità. Nei resti odierni è evidente
l'impianto della citta' a cui si accede attraverso l'imponente "Porta
rosa" unico esempio di architettura greca con volta a tutto sesto.
Pregevole è il muro del recinto sacro con l'incantevole
stoà o portico, pavimentato in mattoni di eta' ellenistica.
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Poseidonia fu colonia greca fondata
alla fine del VII sec. a.C. dai Sibariti. Conquistata alla fine
del V sec. a.C. dai Lucani, nel III sec. a.C. divenne colonia
latina col nome di Paestum. Protetti da cinque chilometri di
cinta muraria pentagonale, si ergono gli imponenti templi dorici,
risalenti al IV e V sec. a.C.:la Basilica di Hera, il Tempio
di Nettuno o Poseidon e il Tempio di Cerere. La Basilica è il
più antico dei templi di Paestum: si alza solenne, con
le colonne doriche del porticato, orientato ad est. L'esempio
più classico e perfetto di tempio dorico del mondo greco è certamente
il tempio di Nettuno. All'estremità settentrionale della
zona sacra sorge il tempio di Cerere, dedicato ad Athena. Gli
scavi riguardano una vasta area della città con altri
grandiosi edifici come le terme, il portico del foro, l'anfiteatro.
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Area Archeologica di
Fratte - Salerno
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Importante centro preromano,
con ruderi databili a partire VI sec. a.C., in cui convivevano
etruschi, greci e indigeni. La zona Archeologica fu definita "acropoli" sia
per la posizione topografica dei ritrovamenti sia perche' le
strutture rinvenute lasciavano intravedere un centro religioso
e civile alla sommita' dell'insediamento. Imponenti i resti della
necropoli di epoca sannitica di fine IV sec. a.C..
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Museo Archeologico Provinciale
- Salerno
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Accoglie una ricca documentazione
dell'intera provincia di Salerno, dalla preistoria al tardoantico.
In posizione di spicco è il corredo della tomba principesca
di Roscigno, di fine V e inizio IV sec. a.C.. Vi si conservano
inoltre ceramiche campane, sannitiche e lucane di eta' ellenistica,
vasellame etrusco, ornamenti in bronzo tra i quali l'ammirabile
testa di Apollo rinvenuta nelle acque del golfo di Salerno. Si
tratta di un prezioso originale tardo-ellenistico, datato nella
prima metà del I sec. a.C., attribuito all'artista Pasiteles,
nato in Magna Grecia.
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Santa Maria de Lama e
San Pietro a Corte - Salerno
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Il primo documento in cui è citata
la chiesa di Santa Maria de Lama risale al 1055: "Ecclesia sancte
Marie ubi lama dicitur... constructa intus hanc salernitanam
civitatem", ma probabilmente ha origine piu' antiche. Santa Maria
de Lama, collocata nel cuore del centro storico della citta',
conserva le uniche testimonianze del periodo longobardo di Salerno.
All'interno, due colonne sono decorate da affreschi quasi a grandezza
naturale: su di uno e' rappresentato il Cristo con la croce,
sull'altro vi e' una figura femminile, forse la Maddalena.
La chiesa di San Pietro a Corte, conosciuta come la cappella palatina
fondata dal principe Arechi II, intorno al 787, e' oggi il complesso
di maggiore rilevanza del centro storico di Salerno. L'indagine archeologica
attualmente in corso, ha messo in luce l'area romana. L'area comprende,
oltre agli ambienti immediatamenti sottostanti, una volta occupati da
botteghe, anche l'area appartenente alla confraternita di S. Anna. Nel
XIII secolo la chiesa veniva usata come sede di riunioni del Parlamento:
in essa si celebravano spesso pubbliche cerimonie, tra cui il conferimento
delle lauree della Scuola Medica Salernitana
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Battistero Paleocristiano di Santa
Maria Maggiore |
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Il Battistero, la cui forma circolare gli
ha conferito l’appellativo di “Rotonda”, faceva
parte di un più vasto complesso.
La prima attestazione scritta risale a un diploma dell’anno
841 d.C. Impostata su 15 archivolti e sorretta da altrettante
coppie di colonne
lisce, la cupola copre la vasca battesimale centrale, di forma ottagonale,
seconda in Italia solo a quella di San Giovanni in Laterano.Tutti
gli elementi
marmorei della decorazione architettonica, le basi, i fusti di colonne,
i capitelli e le cornici modanate sono di spoglio e in evidente funzione
di reimpiego. |
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Teatro ellenistico-romano |
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Edificato nel II secolo a.C. e
addossato scenograficamente alla cinta muraria meridionale, fu
ingrandito da 76 a 96 m in epoca augustea o tiberiana.
È uno degli edifici scenici più grandi della Campania antica. Sia
l’orchestra sia la scaenae frons erano adornati da marmi preziosi e statue.
Subì ulteriori restauri dopo il terremoto del 62 d.C. |
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Palazzo Pinto, dimora gentilizia
nel cuore del centro storico, ospita la Pinacoteca Provinciale.
In esposizione dipinti che vanno dal Rinascimento alla prima
metà del Novecento. Nella sezione rinascimentale pregevoli
sono le tavole di Andrea da Salerno e del Maestro della Incoronazione
di Eboli. Di grande interesse le tele seicentesche di Giovanni
Battista Caracciolo, Andrea De Lioni, Carlo Rosa. Del Settecento
sono le tele di Francesco Solimena e della sua Accademia. Molti
i dipinti di pittori salernitani e costaioli a partire dalla
seconda metà del Novecento. Una sezione è dedicata
agli artisti stranieri, che qui realizzarono le opere esposte.
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Accoglie ceramiche in massima
parte vietresi, ma anche provenienti da altri siti della Campania,
Puglia, Calabria, Liguria. I più antichi esemplari di
ceramica vietrese risalgono alla fine del sec. XV. Questa produzione
si inserisce in un filone di lavorazione dell'argilla che vede
coinvolta Salerno ed il suo immediato circondario fin dall'epoca
pre-romana. Al secolo XVII risalgono i più antichi esemplari
di mattonelle votive. Ricca è la testimonianza degli anni
venti e quaranta, del periodo noto come "tedesco", con pezzi
di autori del nord Europa realizzati a Vietri.
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VISUAL TOUR

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