Laboratori di Archeologia Sperimentale
 
Ricostruzione della cultura antropologica e materiale dell’antichità mediante la riproduzione delle tecniche utilizzate dall’uomo per realizzare i manufatti di uso quotidiano.

Il programma della XV EDIZIONE 2012
 
L'archeologia sperimentale è la disciplina scientifica che si occupa di ricostruire la cultura materiale e antropologica di chi ci ha preceduto, utilizzando la sperimentazione delle tecniche, delle pratiche, con gli strumenti dei nostri antenati nelle loro attività quotidiane.
L'archeologo sperimentale è un artigiano con specifiche conoscenze in storia, archeologia, archeometria, materiali e "mestiere". Fondendo conoscenze pratiche e teoriche, si propone di riprodurre le catene operative per ottenere oggetti e strumenti antichi con l'intenzione dia umentare la comprensionedel modo di vivere dei nostri avi più antichi. Presso l'area dei laboratori saranno presentate diverse attività, dalle tecnologie litiche all'osso e al corno con la produzione di

 

 
strumenti; l'avvento della terracotta, contenitori, idoli, tavolette per la scrittura; la raffinata tecnica della produzione di vasi e della loro decorazione in Grecia 500 anni prima di Cristo; la magia della metallurgia, strumenti, tecniche, miti e prodotti come l'olio di lentisco per ottenere oggetti di uso comune e gioielli; la pasta vitrea; l'accensione del fuoco; le pitture preistoriche; e ancora la terracotta per la produzione architettonica medievale.
Un viaggio materiale attraverso la parte più antica della nostra storia.
Tutte queste attività, con le loro materie prime (pietra, osso, tendini, pelli, argilla, metalli) saranno proposte ai visitatori per sperimentare in prima persona questi antichi mestieri che hanno fortemente contribuito all'evoluzione dell'uomo.

Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo

Tecnologie litiche, lavorazione della steatite, accensione del fuoco, riproduzione di pitture preistoriche, dall'argilla alla terracotta, la nascita della scrittura, vasi attici: dalla costruzione alla decorazione, la produzione dell'olio di lentisco, metallurgia ed oreficeria antica, tecniche di produzione medievale di terracotta architettonica a Venezia.


Alfio e Ilaria Tomaselli - www.archeologiasperimentale.it
In questo laboratorio i partecipanti diventano protagonisti e non spettatori passivi nell’apprendere la Preistoria. Utilizzano gli elementi essenziali della natura con ingegno, ragionamento, inventiva e fantasia per raggiungere un fine: costruire un utensile in osso o in pietra, tessere con un telaio verticale in uso nel Neolitico, accendere il fuoco con le pietre focaie o con l’archetto, scheggiare la selce, lavorare la ceramica o pitturare con l’ocra. Faranno tutto questo utilizzando i semplici materiali che la natura fornisce all'uomo e immedesimandosi nel periodo trattato.

L’aspetto relazionale
Nel laboratorio si modifica il rapporto di subalternità, tipico delle lezioni frontali tradizionali, che esiste tra il docente e i partecipanti. Tutti diventano protagonisti, sperimentatori che formulano ipotesi di ricostruzioni, osservano e analizzano, manipolano oggetti e strumenti, applicano, reinventano o riproducono, riflettono sui risultati e sugli errori attraversando le tappe dell’evoluzione umana culturale e sociale.

L’interatività
A differenza del museo, dove l’oggetto viene solo osservato, nel laboratorio viene analizzato e ricostruito sviluppando quelle abilità manuali che oggi purtroppo non vengono più esercitate, in quanto tutti gli oggetti a disposizioni sono già definiti.





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